Compito : Scrivo un racconto di avventura

COMPITO : “SCRIVO UN RACCONTO DI AVVENTURA”

29 Settembre 2016

 

“Già tre giorni trascorsi in questa stupidissima spiaggia e ancora alcun tipo di divertimento puro” pensava James North, il secondo di quattro fratelli. Sua madre, la signora Dove, si limitava a portare i figli al mare, fargli fare castelli di sabbia e sì, perchè no, giusto alla fine della giornata un piccolo bagnetto. Sebbene fosse milionaria e si sarebbe potuta permettere di portare tutti e quattro i suoi figli ogni mese in uno Stato diverso alloggiando in hotel di lusso.

Invece li portava tutti gli anni in Sicilia e programmava ogni ora della giornata.

Perciò dopo il breve tuffo ritornavano tutti alla villa di loro madre (che si distanziava dalla spiaggia di pochi metri), si lavavano, mangiavano ed andavano a dormire. Ogni giorno così e i tre mesi di vacanza erano appena iniziati ! Non sapevano però che di lì a poco le cose sarebbero cambiate …

DRIIIN ! La sveglia suonò alle sette, come ogni mattina, e la famiglia North si diresse in cucina, dove la signora Dove era già vestita, “Bene bene ragazzi, oggi devo andare a lavoro, ma voi potete comunque andare al mare” “Oh Dio !” esclamò James molto sarcasticamente, poi fece una smorfia, sbuffò e si afflosciò sulla sedia. Sua madre lo guardò un po’ perplessa, ma subito si rigirò e continuò il suo discorso : “Mi fido di te Charlie, stai molto attento ad Ariana. Ho già preparato i vostri zainetti, dentro ci sono degli asciugamani, crema solare, un cambio e dei panini”. Passò a baciare i figli e se ne andò accompagnata dal rumore dei suoi tacchi che sbattevano.

Charlie era il più grande dei fratelli e perciò il più responsabile, quello che vuole sempre far notare alla mamma quanto sia stato bravo. Aveva compiuto 16 anni da poco e questo lo faceva sentire ancora più importante nella famiglia.

Alle 9:00 i ragazzi presero gli zaini e si diressero verso la porta di casa, “Forza ragazzi, tutti in fila indiana. Stiamo per attraversare una strada e le strade sono…” avrebbero dovuto rispondere in coro che sono pericolose, ma lo disse solo la piccola Ariana. “Esatto !” disse tutto soddisfatto.

Alle 9:15 si trovavano tutti e quattro in spiaggia. Sembrava una giornata come tutte le altre, quando Ariana iniziò a correre. “Ari, dove stai andando ?” gridò James mentre la rincorreva. La bambina d’un tratto si fermò davanti al molo dove era ormeggiata una barca. I suoi fratelli la raggiunsero poco dopo.

“Questa è la barca di mamma” mormorò la bimba. “Ariana, tu sei un genio !” esclamò James, Ariana sorrise e si fece prendere in braccio dal fratello.

“Cosa stai facendo James ? Sei pazzo ? Abbiamo un programma: dobbiamo…” “Lo so a memoria il programma Charlie, è lo stesso da 14 anni ! Sono stufo di fare sempre le stesse cose, non ho più 2 anni !” Lo fulminò con lo sguardo e salì con Ariana nella barca. “Non ha tutti i torti, sai ? Non verrebbe voglia anche a te di provare cose nuove ?” disse Hunter, il più pacifico dei fratelli. In quel momento anche lui salì sulla barca. Charlie rimase fermo immobile, a guardare davanti a se. “Eddai Charlie !” il ragazzo abbassò la testa e vide Ariana “Facciamo solo un giro…” e dicendolo sbatté le palpebre così velocemente che dopo un po’ gli occhi cominciarono a lacrimargli. “E va bene, ma solo un giro” “Evviva !”.

La barca della Signora Dove era molto bella: assomigliava molto ad una barca dei pirati, anche se un po’ più piccola. C’era il primo piano, dove c’erano il timone e l’albero maestro a cui erano appese delle vele bianche. Nel secondo piano, invece, c’erano delle camere e un piccolo studio e una piccola cucina. “Sai James”, disse Charlie “mi sa che abbiamo dimenticato un piccolo particolare: non sappiamo guidare una nave” “Non sarà poi così difficile” rispose James distratto, già impegnato a smuovere le corde delle vele. “E’ una cattiva idea, meglio tornare alla spiaggia” “Ho slegato gli ormeggi della barca capitano !” esclamò Hunter. “Perfetto marinaio!” “Cosa?! Stiamo partendo ?! Non ti azzardare a toccare il timone, James ! Poi dovrei essere io il capitano: sono il più grande !” “Fra i pirati l’età non conta !” rispose lui mentre girava il timone. “Ma comunque…” cercò di protestare l’altro “E sta zitto un po’, Charlie !” gridò la più piccola dei quattro. “Bravissima Ariana !” “Fammi indovinare” replicò Charlie “anche lei è un marinaio ?” “No, no. Lei è il primo ufficiale”. Charlie si girò perplesso verso la sorella. “Che stai aspettando marinaio ?” replicò lei “ammaina le vele !” “Ariana, hai solo 4 anni, non prendo ordini da te !” in quel momento la bambina gli saltò addosso e gli tirò due ceffoni “E invece sì !” e se ne andò ridendo.

Charlie si voltò arrabbiato verso James. “Che c’é ?” rispose lui “si sta solo immedesimando nel personaggio !” “Ok, dobbiamo subito tornare indietro !” “Ma non sono passati neanche 10 minuti !” protestò Ariana “Mi dispiace ma…” “Charlie ! Tu mi ascolterai adesso !” e i tre ragazzi si girarono perplessi verso James.

“Abbiamo preso una forte corrente che ci sta portando al largo” “Che cosa ?! No, no, no ! Ci deve essere un modo per cambiare direzione” “Ci ho già provato, ma la corrente è troppo forte !” “Tu non sai guidare una nave !” “C’è un manuale di guida e l’ho letto.” Charlie provò in tutti i modi a spostare il timone in modo da cambiare direzione. Non era mai stato un ragazzo determinato e quella fu una delle uniche volte in cui provò e riprovò a fare qualcosa. Niente. Non c’era verso. Saranno state le 16:00, quando i ragazzi intorno a loro vedevano solo e soltanto il blu del mare, che stava cominciando ad essere inquietante.

“James” mormorò Ariana “ho paura”. James e Ariana erano molto legati, forse anche perché avevano un carattere simile. “Non devi aver paura, andremo via di qui. Te lo prometto.” I due si abbracciarono. “Che ne dite di andare giù, abbiamo gli zaini, possiamo cambiarci” propose Hunter. “Sì, sì, è una buona idea” rispose Charlie, cercando di essere il più tranquillo possibile, anche se interiormente avrebbe voluto gridare di terrore. “Voi andate a cambiarvi nelle camere da letto, io devo parlare un attimo con James.” e nel dirlo entrò nello studio. Era un bel posto: c’erano tre poltrone, un tavolo sul quale era steso un planisfero, una libreria e un armadio, sembravano tutti molto vecchi.

“Cosa facciamo ora ?” “Non lo so Charlie” “Ecco, io lo sapevo. Lo sapevo ! E’ stata una pessima idea !”. James rimase fermo a guardarlo. Non gli era mai stato simpatico, ma in cuor suo sapeva che aveva ragione, o forse no ? No ! Non aveva ragione ! Quanto sarebbe stato noioso continuare a programmare la vita ora per ora, ma poi ripensò ai suoi fratelli. Ad Ariana, che lui aveva sempre adorato, e lei non meritava di morire. Sarebbero morti ? Lui non lo sapeva e non voleva saperlo.

Charlie stava stava continuando a parlare, ma lui non sentiva quello che stava dicendo: le sue orecchie erano tappate dai suoi pensieri, anche se avrebbe preferito ascoltare la sua tiritera piuttosto di pensare a ciò che stava pensando.

“Ok Charlie, adesso basta. Mamma voleva fare un viaggio con questa barca, perciò avrà preparato acqua e provviste” “Per quanto dureranno secondo te ?” “Non lo so, ma essere pessimisti non ci aiuterà , che ti piaccia o no, dovremo collaborare se vogliamo salvarci.” Detto questo uscì per andare a controllare cosa c’era in cucina.

La cena, quella sera, fu a base di panini della mamma. Poi Hunter andò a dormire e James mise a letto Ariana. “Stanno dormendo tutti e due” disse James mentre saliva al piano di sopra. Era uno spettacolo inquietante e meraviglioso allo stesso tempo: nel cielo splendevano le stelle, ma intorno a loro non c’era nulla. Solo immenso, infinito mare.

Charlie stava guardando nel vuoto. “Cosa direbbe la mamma ora ?” “Questo non ha importanza, tu ti preoccupi troppo di quello che pensa la mamma. Hai 16 anni !” Charlie non rispose.

“Cosa c’è da mangiare ?” “C’è acqua, pane, verdura e altri 8 panini” “Non è prudente lasciare il timone, potremmo andare contro agli scogli o…peggio” “Faccio io il primo turno. Ti verrò a svegliare alle 3”. Il ragazzo annuì e scese le scale.

James aveva 14 anni. Non era mai andato d’accordo con Charlie, forse per via dei loro caratteri totalmente diversi. Lui era coraggioso e determinato, Charlie pensava solo a se stesso. Quello che avrebbe voluto tanto James era conoscere suo padre. L’unico che l’aveva conosciuto era Charlie e James sapeva che la mamma era cambiata da quando era morto papà, ma non gli aveva mai detto com’era morto e perché si era messa con un altro che l’aveva mollata dopo aver fatto Hunter e Ariana con lei. Ma lui sapeva, o sperava, che prima o poi l’avrebbe scoperto.

La mattina dopo James stava dormendo in un letto vicino a quello di Ariana. Probabilmente Charlie gli aveva dato il cambio, ma era troppo stanco per ricordarselo. La bambina stava ancora dormendo, perciò James si alzò in punta di piedi e salì di sopra, dove lo aspettava uno spettacolo terrificante.

Intanto la bambina di sotto si era svegliata e stava salendo di sopra. Guardò il cielo e vide grossi nuvoloni neri come la pece squarciati, di tanto in tanto, da biancheggianti saette. Ariana urlò, James le venne incontro e intanto il mare sotto di loro faceva dondolare a destra e a sinistra la nave. “Andrà tutto bene” BROOOMP ! Era il primo tuono, che fece tremare la nave. Ariana era terrorizzata. “Ehi !” intervenne Hunter “Perché io e te non andiamo a leggere un bel libro ?” e così dicendo la prese per mano e la portò giù.

“Non ha fatto un goccio di pioggia per giorni e ora che ci troviamo in questa situazione arriva la tempesta !” protestò Charlie. “La affronteremo !” “Non sappiamo come si fa !”. Ci fu un altro tuono e le onde sotto ed intorno a loro cominciarono ad alzarsi. “Non fa niente ! Pensiamo ad andare avanti nonostante tutto !” ed ecco che cominciarono a cadere le prime gocce d’acqua. Un altro tuono. La pioggia cominciò a diventare fitta. I ragazzi vedevano solo l’oscurità del mare che si alzava e scendeva, lo sentivano sotto i loro piedi.

Ed eccola: la prima delle molte onde contro le quali avrebbero dovuto lottare. Si apriva davanti a loro un’onda scura e minacciosa. Ripensò a tutte le volte in cui la madre gli aveva nascosto che stava soffrendo. Quello che aveva capito negli anni è che è normale soffrire e che si trova la soluzione soltanto con gli amici e le persone che ti sono care. Sua madre si era chiusa dentro la sua sofferenza e perciò non ne era uscita. Se sua madre gli avesse insegnato qualcosa ? Sì: a non essere come lei. Il vento soffiava spietato. Sì, sarebbero morti.

L’onda si avvicinava sempre di più. “Vai sempre dritto Charlie !”. E così fece. Una montagna di acqua si scaraventò contro la nave. I ragazzi furono sommersi e trascinati verso l’albero maestro. Erano zuppi, ma erano ancora vivi. La barca era inclinata. Un’altra onda e si sarebbero ribaltati.

E infatti eccola, forse ancora più grande di quella precedente, veniva loro incontro come se volesse abbracciarli, anche se i ragazzi l’avrebbero voluto evitare.

Ci fu un altro tuono, Ariana urlò. Si avvicinava la loro fine. L’aria era fredda e intorno a loro c’era solo infinito nero.

Quand’ecco che un’altra onda, più piccola di quella che stava per arrivare, ristabilizzò la nave. Ora avevano qualche speranza.

L’onda gigantesca era ormai davanti a loro. Ci fu un altro grido di Ariana, poi l’onda si infranse.

No, non erano ancora morti, ma l’onda stavolta li stava trascinando in avanti. James riuscì a tenersi aggrappato all’albero maestro, ma Charlie era scivolato e si trovava aggrappato alla prua, un’altra onda e sarebbe caduto in mare aperto. James si fece forza. Cercò di camminare sulla nave che si era appena stabilizzata. Scivolò e si ritrovò davanti alla prua. Dietro di loro James vide un’onda. “Ora o mai più” tese il braccio al fratello che l’afferrò.

La barca si inclinò indietro e i ragazzi vi furono trascinati. “Afferra l’albero maestro !” urlò James, ma non riuscì a vedere se lo ebbe fatto.

La forza dell’onda fu talmente violenta che fu un miracolo che i ragazzi riuscirono a rimanere aggrappati all’albero. La barca si ristabilizzò. I ragazzi si guardavano. “Ora vado al timone e giro a destra, così potremo tornare indietro, a casa !” disse James.

La tempesta era appena iniziata e loro erano già stanchi. Sarebbe stata dura. Quello era solo l’inizio.

 

Neve

Come ballerine leggiadre

che cadono dal cielo

candide ed aggraziate,

soffici e leggere

esse vengono trasportate

dal gelido velo di vento,

si lasciano guidare da lui.

Egli,

a volte,

le porta sui verdi prati,

a volte

sulle grigie strade,

a volte

sui colorati tetti,

una volta cadute

si fanno cullare

dal loro amico gelido

e si addormentano

inconsapevoli che

diventeranno simpatici pupazzi

e che verranno lacerate da slittini

Ladri di stelle

 

LADRI DI STELLE.

Fin ora questo è il terzo libro della serie “The Talent Angels”, edito da Camelozampa. Il primo libro della serie si chiama ”Il mondo ai tuoi piedi” ed il secondo”Il canto fantasma”. Il primo libro l’ho letto e riletto un’infinità di volte ed ora aspetto impazientemente tutte le uscite successive.

Questa storia narra di cinque ragazze : Julie, Emily,Toms ,Padma e Tess  ,riuscite a superare il provino per entrare nel reality show più importante e più seguito da tutto il mondo. Purtroppo a tentare di rovinare la loro carriera da star fu un biglietto misterioso: qualcuno aveva rubato il trofeo dello show. Le cinque ragazze si mettono in pista alla ricerca del trofeo, ma non vi dirò come va a finire.

Mi è piaciuto molto soprattutto perché ogni libro è raccontato da una ragazza diversa, quindi ci sono emozioni diverse, un carattere diverso, pensieri diversi e provini diversi, infatti in ogni libro si racconta il perché le ragazze hanno deciso di fare il provino e come era andato. Mi piace anche molto che ogni storia mi dia l’opportunità di conoscere una città differente, il primo libro infatti è ambientato a New York, il secondo a Londra, quest’ultimo a Parigi. Quest’anno siamo andati in vacanza a New York io e la mia famiglia, mi sono portata dietro il primo libro ed ho visto con i miei occhi tutti i luoghi raccontati dalla protagonista Toms. Spero di poter andare presto in vacanza a Parigi portandomi dietro quest’ultimo libro.

Lo stile della scrittrice è infine molto simpatico .

PS

La mia preferita è Julie, aspetto con ansia il libro in cui sarà lei a raccontare la storia

Due nonni misteriosi

13 Febbraio 2014

Carolina doveva andare in vacanza dai nonni, in realtà non li aveva mai visti, per questo era molto preoccupata. 

<<Non ti far prendere dal panico, i nonni non sono mica degli scimmioni assassini !>> cercò di rassicurarfla la mamma, ma Carolina replicò :<< Ma hanno la casa nel bosco ! E’ un postaccio il bosco, ne sono sicura ! >>.

<<Non è vero, li ci sono molti ragazzi della tua età, la nonna ha un bancone della frutta, tu la potresti aiutare. Hanno anche un gattino di nome Susi>>.

<<Ok, mi hai convinto mamma, però se ci sono dei ragazzaccitorno dritta filata a casa !>>, la mamma rise.

<<Bene >> disse <<allora carica le borse in automobile e saluta tua sorella Martina >>, Carolina prese la manina di Martina e le diede un bacio sul visetto paffuto, salutò il papà e poi si diresse verso la macchina.

La mamma prese una stradina che portava in campagna.

Quando furono arrivati a destinazione la bambina vide davanti a se una casa grandissima verniciata di bianco. Da un finestrone si affacciò un omone dai baffoni che disse con voce roca e gentile : <<Carolina ! Nipote mia, vieni su, la nonna ti aspetta con ansia !>>.

La nonna fece segno a Carolina di salire le diede un bacio e scomparse nella verde collina.

 

(compito di italiano che consisteva nella scrittura di un testo a piacere che contenesse le seguenti parole : scimmioni, posticino, gattino, bancone, ragazzacci, manina, visetto, stradina, finestrone, omone, baffoni)

I ricordi più belli

(compito di italiano, 12 Gennaio 2014)

E’ autunno, le foglie variopinte danzano nell’aria spinte dal vento per poi stendersi sulla terra fangosa.

Io e Michele scendiamo di casa, è fresco, ma non piove.

Ci stendiamo sul prato guardando le foglie cadere; io chiudo gli occhi e ricordo … ricordo … i miei momenti più belli :

il mio compleanno sotto il ciliegio in fiore e l’erba verde che scintillava, il giorno in cui è nato Michele, la mia casa vecchia tutta bianca e la mia cameretta, l’estate al mare ed il sole tiepido, la raccolta delle fragole … quei pensieri mi riempiono il cuore di contentezza e di gioia.

La mamma ci chiama : dobbiamo andare in Toscana.

Durante il viaggio vedo il bosco spoglio che già attende l’arrivo della primavera, questa volta invece di guardare il film osservo il paesaggio : così potrò sempre ricordarmi questo giorno.

I tacchi

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(Ottobre 2013)

Quando è l’ora di imparare

c’è un silenzio da prestare.

Solo un rumore rimane

e non fa proprio tremare :

sono i tacchi della maestra

che ti osserva con circospezione

senza darti una spiegazione.

Ti osserva curiosa

ma con i suoi tacchi che sbattono

fa la vanitosa.

 

 

Gli australopitechi

IMG_1117  Essere un ominide non è facile, per niente.

Nascondersi sempre tra l’erba e gli alberi per sfuggire ai predatori, poi adesso che c’è la savana è molto più difficile nasconderci. Non puoi cercare il cibo in pace, non puoi neanche fare i tuoi bisogni in pace (ragazzi la privacy !).

E’ un orrore essere un australopiteco, mi vergogno : sono nuda come un neonato ! Lo so che ho la pelliccia ma mi sento comunque ridicola, sembriamo dei mammut, ci mancano solo le zanne e siamo a posto. Famiglia di mammut.

C’è un vantaggio però : è quello che mia nonna (Lucy) mi porta sempre ad esplorare, adesso mi ha accompagnata ad un fiume. Orrore ! Un cooccodrillo l’ha morsa, meglio scappare prima che faccia morire anche me ! Che sfortuna però abbiamo noi ominidi…

 

PROVE PROVE E ANCORA PROVE (2)

–          Ciao , io sono Sarah . Sono una ballerina di Londra e questo è il mio decimo anno , adesso mi  voglio iscrivere ad un provino , ma non uno qualunque : quello per Royal ballet ( che è la scuola di danza più bella del mondo ). Per fare questo provino mi sono impegnata , ma impegnata DI BRUTTO , ma poi … sai che vi dico velo racconto. Dunque un mio amico mi stava accompagnando a casa, quando vidi… la porta di un negozio ( di scarpette , body e tutù )un foglio con su scritto :

Per i veri

Ballerini e

Per le vere

Ballerine

Che ballano da 10

Anni.

Royal Ballet

Fa per loro

Iscriviti al provino

Telefona al numero:

345/ 739009

Buona fortuna!

Subito mi scrissi il numero di telefono e, appena arrivai a casa, telefonai a quel numero . Dopo 3 o 4 squilli mi rispose un vocione che mi disse : – Pronto, direttore Royal Ballet – – Buongiorno vorrei iscrivermi al provino per partecipare a questa scuola, può aiutarmi ? –Risposi – Certo sono il direttore ! Ora dovresti rispondere a qualche domanda : nome ?- -Sarah – Cognome ?- – Slairandy- – Nata il ? – 12/ 6 / 1995- -Dove ? – – A New York – – Indirizzo ?—Via Lantyn numero 33, Londra—E- mail ?- SRSlairandy@yaooh.com –Grazie mille , adesso segnati l’indirizzo del provino : via belladi 13 terzo  piano il 7 / 6  alle 7 del mattino arrivederci-

LETTORE          avevi paura ?

SARAH               un po’

LETTORE           se la sua voce fosse stata meno cupa non avresti avuto paura !

SARAH                no avrei comunque avuto paura: perché  era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere

LETTORE                            quanti anni hai ?

SARAH                               18

LETTORE                      potrei fare anche io un provino di danza ?

SARAH                          no: sei ancora troppo piccolo , poi è una scuola molto impegnativa

LETTORE                     ma è da 4 anni che io faccio danza

SARAH                           devi aspettare ancora , devi almeno fare 10 anni di danza

SARAH       vuoi che vada avanti ?

LETTORE       si

Allora dunque ero veramente stremata , mi veniva da vomitare e quella notte mi venne la febbre , molto alta : 39. Restai a casa per tre giorni . Il secondo giorno di “ ferie “le mie amiche :Charlotte e Michelle mi vennero a trovare – Ciao – – Ciao Sarah come stai ?- -Bene, oggi ho solo 37 e 9  – – Ma cosa ti è capitato eri vestita pesante a scuola- -Lo so, infatti non è per quello che mi sono ammalata : mi sono iscritta a Royal Ballet e mi sono talmente emozionata che …- – Non ti sei persa niente , pensa che Jack ha messo delle puntine sulla sedia del professor Charl !- – Non ci posso credere !- -Invece è vero gli abbiamo fatto anche il video e lo abbiamo mandato su internet- -Cosa ha detto il professore- – Lo ha sospeso per 4 settimane e ha detto un mucchio di parolacce!- -Poi di notte  Jack ha riempito di carta igienica la scuola , così è stato sospeso per 3 mesi !- e continuarono a raccontarmi  quello che era successo a scuola. Finita “l’influenza” mi esercitai come una matta di mattina, di pomeriggio di sera … ero sfinita ma continuavo ad esercitarmi : volevo assolutamente riuscire nell’impresa .

 

Arrivò il grande giorno preparai la borsa in fretta e furia scarpette , calze , pantaloncini corti, retina, forcine e un poncio: era tutto ok.

Mia mamma aveva lucidato la macchina che risplendeva al sole .

Mio papà si era vestito con lo smoking e si era messo una rosellina sul taschino.

D’altronde dovevano solo accompagnarmi non vedo il perché di così tanto lusso.

Comunque, la villa era enorme tirai fuori il foglietto con gli appunti : terzo piano. Raccolsi tutto il coraggio possibile e poi salii sull’ascensore dove c’erano 2 ragazze DIIN: ero arrivata .

Il luogo del provino era una palestra davvero grande, c’erano già una trentina di atleti, una trentina di ballerine e una trentina di ballerine di tango . Mi recai agli spogliatoi  dove incontrai Michelle , proprio lei ! –Cosa ci fai qui- -Te lo avevo detto giovedì!- -Vero me ne ero già dimenticata!-e continuammo a parlare fino a che non eravamo pronte. Ci recammo in palestra , io tremavo come una gelatina , però mi esercitavo : volevo mettercela tutta – Michelle Derda- dissero a un certo punto, Michelle si avviò verso la palestra più piccola e io le sussurrai : – In bocca al lupo! –Sarah Slairandy- chiamarono dopo un qualche minuto. Mi avevano finalmente chiamata allora mi diressi verso la porta dove era appena uscita Michelle che mi mormorò :- Ti aspetto-. Lì c’era un’altra palestra più piccola però. 2 signore mi osservavano e un signore mi fissava pensieroso e finalmente partì la musica subito scattai a passi di danza , loro mi guardavano sbalorditi.

Dopo dieci minuti mi bloccarono e mi dissero :- Tu hai superato la prova sei ammessa a Royal Ballet.-io ero stremata e pensavo che tutte le prove e tutte le mie fatiche erano servite a qualcosa uscii e lì fuori c’era Michelle ad aspettarmi , anche lei era stata ammessa e decidemmo di festeggiare. Alla fine è bello sentirsi affaticati  perché il tuo corpo si rilassa ed è una bella sensazione , ma ricordiamoci che per diventare una vera ballerina ci sono volute

PROVE

PROVE

E ANCORA PROVE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Prove prove e ancora prove

–          Salve, io sono Clarissa , ma tutti mi chiamano Clara. Sono un attrice , anzi voglio diventarlo. Per questo mi sono iscritta ad un provino per un film, mi sono esercitata , ma ESERCITATA DI BRUTTO ,praticamente …  ve lo racconto . Allora dunque avevo visto un cartello con su scritto :

PER TUTTI I GIOVANI ATTORI E ATTRICI ,

IL 17 GIUGNO CI SARANNO I PROVINI PER  UN NUOVO FILM DAL REGISTA  DI  BENVENUTI AL NORD E BENVENUTI AL  SUD. CELL. 345/O498821

VI ASPETTIAMO !

Intanto non so neanche come ho fatto a capire quello che c’era scritto…

LETTORE           ma tu quanti anni hai ?

CLARA                primo cosa centra l’età adesso , secondo a una signora non si chiede mai !

LETTORE           volevo solo chiederlo per vedere se a 8 anni posso fare anche io un provino

CLARA                  puoi fare un provino anche a 5 anni lo sapevi ? Comunque ho 20 anni , ma adesso continuamo il racconto.

Allora  telefonai a quel numero , dopo tre squilli mi rispose una ragazza che mi disse :- Pronto studio di Abano Terme – – Salve vorrei  iscrivermi a un provino – le risposi – Quello il 17 giugno ?- – Si—Allora la posso aiutare . Ora se non le dispiace dovreste rispondere a qualche domanda : nome ?—Clarissa – – Cognome ? – – Safiin , con due i—Nata il ?- -10/ 10/ 1993- – Dove ? – – in Puglia – -Indirizzo ? – – Via Cardan numero 23, Padova- – e- mail ?—CCSafiin@yahoo.com- – Benissimo , allora si scriva l’indirizzo del provino : Abano Terme villa Sardin, 17 giugno alle ore 11: 05 piano 3 arrivederci a mercoledì !-

LETTORE        ti stava simpatica la signorina ?

CLARA               si: era molto simpatica

LETTORE          però continua la storia !

CLARA                 sei tu che interrompi  il racconto!

Allora dove eravamo arrivati … aahh si ora mi ricordo dunque , ero eccitatissima e allora mi esercitavo di giorno , di notte e di pomeriggio per non fare brutta figura. Finalmente arrivò il grande giorno la villa era immensa e aveva 10 piani , tirai fuori il foglio dove avevo scritto quello che mi aveva dettato la signorina: terzo piano . Raccolsi tutto il mio coraggio e salii su un ascensore con altre 5 ragazzi e 2 ragazze . Erano esattamente le 11 : 05. DIIN: eravamo arrivati allo studio. Lì c’era un tavolo molto lungo , lì affianco erano seduti una trentina di ragazzi e di ragazze che leggevano un copione .

Io ero la più timida , forse perché era la prima volta che affrontavo un provino , allora feci un grande respiro e mi sedetti sulla sedia e presi il copione ,leggi che ti rileggi alla fine lo imparai – Martina De Michele – chiamarono ad un certo punto , dopo quel richiamo una ragazza riccia e bruna si alzò e si diresse verso una porta dove era appena uscito un ragazzo – Clarissa Safiin – finalmente mi avevano chiamata dalla stanza uscì quella certa Martina e dopo che uscì entrai tutta sudata

LETTORE           com’era lì dentro ?

CLARA                se non avessi parlato te lo avrei detto

LETTORE         scusa

Dunque lì dentro c’era un signore con una telecamera , un signore che usava il computer e la famosa signorina che mi aveva parlato al telefono, lei mi fece qualche domanda poi mi disse : – Ora recita la parte che ti abbiamo dato – allora la recitai . Dopo 10 minuti la scena era finita e uscii – Ferma – urlò lei – Se ti chiamiamo vuol dire che sei ammessa – dopo queste parole mi recai all’autobus e tornai a casa .

Dopo 1 mese mi chiamarono : non mi sembrava vero mi avevano scelto come antagonista .

Ogni giorno vado a fare le prove, il film si chiama “e vai con Biancaneve “, si registrerà l’8 ottobre.

CLARA           ti è piaciuto il racconto?

LETTORE      si , tantissimo

CLARA           ma ricordiamoci che per diventare una vera attrice ci sono volute

PROVE PROVE E ANCORA PROVE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 

FINE

Filastrocca di Pasqua – La gara dei fiori

Padova, 13 Marzo 2013

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Eccola ! L’ho vista.

La colomba bianca

seduta sulla panca !

Sta aspettando i nuovi colori dei fiori.

Ahi ahi ! Non stanno sbocciando

Pasqua non può ritardare di un anno !

Scendo in giardino

mi avvicino

alla colombina.

<<TU TU > mi avverte

<< TU Tu >> vuole avvertire la gente

Ecco il primo fiore che sussurra : << Primo >>

Infatti è il primo del giardino !

Eccone un altro che mormora << Secondo secondo >>

e del giardino era il più tondo

<<TERZO TERZO TERZO>>

<<Quarto quarto quarto quarto >>

presto il giardino è tutto fiorito !

La gara dei fiori è finita

la colomba è partita

per portare la pace nella vita.